Welfare aziendale


WELFARE AZIENDALE: BENESSERE DEL PERSONALE E PRODUTTIVITA’ CHE CRESCONO INSIEME


Incrementare il benessere dei propri collaboratori per aumentare, di conseguenza, efficienza e produttività.
In sintesi l’importanza strategica del welfare aziendale.

Il welfare che siamo abituati a considerare è quello sociale, ossia un sistema che garantisca a tutti i cittadini i servizi sociali ritenuti indispensabili. Ad esso si affianca – in ascesa negli ultimi anni – un sistema di welfare aziendale che permette di soddisfare talune esigenze dei lavoratori, attraverso servizi messi a disposizione della generalità o di categorie di dipendenti e/o familiari.

Il welfare aziendale è un sistema efficace perché flessibile, adattabile alla propria realtà e ai bisogni dei propri collaboratori. Permette all’azienda di incentivare i dipendenti offrendo servizi e opere senza aggravio di costi aggiuntivi, guadagnando in termini di clima aziendale, motivazione, serenità e quindi produttività.

Anche il nostro legislatore sta incentivando sempre di più l’utilizzo del welfare aziendale, con previsioni di esonero da tassazione e di utilizzo dello stesso come strumento di contrattazione aziendale. Inoltre, si consideri che il welfare aziendale può essere attivato da qualsiasi azienda e non è più uno strumento ad appannaggio soltanto di grosse realtà.

Il nostro servizio di consulenza si propone di supportare le imprese per sfruttare al meglio questa possibilità ed adeguarla alla specifica realtà aziendale, elaborando soluzioni e piani personalizzati.


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Guida Specialistica: WELFARE AZIENDALE


1. Origini del Welfare

La tutela dei soggetti più bisognosi è un tema che è sempre stato presente nelle varie civiltà, a partire dall’Antica Roma, passando dalla “Poor law” inglese, la legge sui poveri, del 1601 e fino alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo francese nel 1791. Nella Germania di Bismarck nel 1883 viene attuato un sistema di assicurazioni obbligatorie per vecchiaia, infortuni, invalidità e malattia e in Danimarca qualche anno dopo viene fondato il modello di stato universalistico.

L’odierno Welfare, quale strumento assistenziale dello stato, si sviluppa in Gran Bretagna negli anni della seconda guerra mondiale ed ha la propria attuazione attraverso un sistema di sicurezza sociale avviato tra il 1946 e il 1948 nello stato d’oltre Manica che si impone anche come modello per gli altri paesi industriali.

Tra gli anni 50 e gli anni 70 si è assistito ad uno sviluppo prima e ad un mantenimento poi delle risorse statali dedicate al welfare, mentre dagli anni ’80 in poi, complici ragioni economiche, politiche, sociali e culturali si è assistito ad una crisi del Welfare State.


2. Che cosa sono il Welfare state e il Welfare aziendale

Welfare state (stato sociale)

E’ l’insieme delle politiche pubbliche messe in atto da uno stato per garantire l’assistenza e il benessere dei cittadini. Comprende l’insieme delle politiche volte a migliorare la condizione di vita dei cittadini.

Gli obiettivi del welfare state sono quelli di assicurare un tenore di vita minimo ai propri cittadini, dare sicurezza al verificarsi di eventi naturali economici sfavorevoli, consentire a tutti i cittadini di utilizzare servizi fondamentali quali la sanità e l’istruzione.

Gli obiettivi di welfare di uno stato si concretizzano attraverso diversi strumenti quali le erogazioni di danaro (es: pensioni, sostegno alla maternità, ammortizzatori sociali etc), l’erogazione di servizi in natura (istruzione, sanità etc), la concessione di benefici fiscali (detrazioni per carichi di famiglia etc).

 

Welfare aziendale

E’ un insieme di servizi e prestazioni concessi dall’azienda ai propri dipendenti per aumentarne il benessere soggettivo ai fini di un miglioramento del benessere organizzativo e del clima aziendale.

Le finalità del welfare aziendale sono quelle di aumentare il benessere individuale dei propri dipendenti, generare effetti positivi sull’organizzazione aziendale, ottimizzare e contenere i costi aziendali, aumentare il valore del capitale umano dell’azienda in termini di fidelizzazione, produttività, efficienza, di abbassamento del livello di assenteismo, etc.


3. Evoluzione del welfare

Lo stato sociale (welfare state) ha subito negli ultimi anni una forte contrazione in termini di risorse ad esso dedicate per previdenza, assistenza, istruzione e sanità.

Il welfare aziendale si inserisce quindi come potenziale strumento integrativo delle tutele garantite con sempre meno efficacia dal “welfare state”.

Il ruolo del welfare aziendale, quindi, esce da un’area puramente privata e per assumere anche una rilevanza sociale.


4. Esempi di welfare aziendale

I servizi erogabili ai lavoratori con un piano di welfare aziendale sono molteplici e devono essere individuati avendo cura dei reali bisogni dei propri dipendenti affinché siano efficaci e l’azienda raggiunga gli obiettivi prefissati.

Alcuni esempi:

  • Gestione del tempo (orario flessibile)
  • Servizi di consulenza e disbrigo pratiche
  • Servizi di Asili Nido e di Baby sitting
  • Servizi di baby parking e doposcuola
  • Servizi di centri estivi
  • Servizi di assistenza domiciliare
  • Servizi di operatori sanitari
  • Servizi di check up medico
  • Servizi di attività ricreative e culturali
  • Corsi di lingue
  • Convenzione per centri sportivi, beauty farm, ecc.

5. Incentivi fiscali al welfare aziendale

Per il welfare aziendale si è assistito ad una evoluzione anche dal punto di vista fiscale e delle agevolazioni, sino ad arrivare alla Legge di Stabilità 2016 (Legge 208 del 28.12.2015) che ha riscritto in parte l’art. 51 del TUIR.

La manovra prevede l’esenzione IRPEF per prestazioni e servizi (con fini di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto della religione) che potranno essere inserite nelle contrattazioni aziendali in veste di forme di pagamento in natura con detassazione fiscale e contributiva integrale (art. 51 comma 2 lettera f)).

Riscrivendo poi la lettera f- bis) del comma 2 dell’art. 51 del TUIR, estende anche l’esenzione IRPEF per somme, servizi e prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti (o categorie di dipendenti) per la fruizione e la frequenza da parte dei familiari indicati all’articolo 12 del TUIR, anche non fiscalmente a carico, di:

servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa a essi connessi;

ludoteche (luoghi di intrattenimento per bambini per finalità didattiche) e centri estivi e invernali (a quest’ultimo riguardo, le sole colonie climatiche);

borse di studio.

Altra novità è la nuova lettera f-ter) del comma 2 dell’articolo 51 del TUIR, per la quale sono esenti anche le somme e le prestazioni erogate per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari (indicati nell’articolo 12) anziani o non autosufficienti.


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