TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per:

  • accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro;
  • riqualificare i soggetti esclusi per aiutarli a scoprire nuove professioni in contesti lavorativi diversi rispetto quelli di provenienza.

L’approvazione, in data 25 maggio 2017 in sede di Conferenza Stato-Regioni, dell’Accordo sulle linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento, rappresenta la base sulla quale le singole regioni, entro 6 mesi, potranno dettagliare le regole e le specificità sui diversi territori.

Procediamo con una carrellata su quelle che sono le linee guida che riguardano i tirocini extracurricolari:

 

  • Destinatari:
    • Soggetti in stato di disoccupazione;
    • Lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro;
    • Lavoratori a rischio disoccupazione;
    • Soggetti già occupati che siano alla ricerca di altra occupazione;
    • Soggetti disabili e svantaggiati.

 

  • Soggetti ospitanti:
    • Devono essere in regola con la salute e la sicurezza e la L. 68/99;
    • Non devono avere CIG straordinarie o in deroga in corso per attività equivalenti a quelle del tirocinio nella medesima unità operativa (salvo accordi sindacali);
    • Nei 12 mesi precedenti, non devono aver intimato licenziamenti collettivi, per giustificato motivo oggettivo, per superamento del periodo di comporto, per superamento del periodo di prova, per fine appalto o per risoluzione del rapporto di apprendistato per volontà del datore di lavoro al termine del periodo formativo. Sono fatti salvi i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo;
    • Non deve essere attiva una procedura concorsuale;
    • Non possono riguardare professionisti per attività riservate.

 

  • Condizioni necessarie per l’attivazione:
    • i tirocinanti non possono ricoprire ruoli propri dell’organizzazione del soggetto ospitante;
    • i tirocinanti non possono sostituire lavoratori subordinati in picchi di attività;
    • i tirocinanti non possono sostituire personale assente (malattia, maternità e ferie);
    • inesistenza, con gli stessi tirocinanti, nei 2 anni antecedenti l’attivazione, di altri rapporti di lavoro subordinati, di collaborazione o di incarico (prestazione di servizi);
    • lo svolgimento di lavoro accessorio non risulta preclusivo, se la durata è stata al massimo di 30 gg nei sei mesi precedenti.

 

  • Durata massima (compreso proroghe e rinnovi): 12 mesi (elevabile a 24 per soggetti con disabilità).

 

  • Durata minima: 2 mesi (ridotta ad 1 mese per le attività stagionali).

 

  • Limiti quantitativi in rapporto alla dimensione aziendale:
    • 1 tirocinante per datori di lavoro fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato;
    • 2 tirocinanti per datori di lavoro tra 6 e 20 dipendenti;
    • 10% di tirocinanti per i datori di lavoro con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato.

 

  • Flessibilità del limite quantitativo in rapporto agli esiti positivi dei tirocini nel caso in cui il datore di lavoro abbia un organico superiore a 20 dipendenti (disciplina derogatoria premiale per le aziende virtuose):
    • 1 tirocinante in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) di almeno il 20% dei tirocini attivati nei 24 mesi precedenti;
    • 2 tirocinanti in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) di almeno il 50% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
    • 3 tirocinanti in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) di almeno il 75% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
    • 4 tirocinanti in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) del 100% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti.

 

  • Tutor aziendale: deve essere in possesso di esperienze e competenze professionali adeguate.

 

  • Indennità di partecipazione non inferiore a 300€ salvo la partecipazione minima, su base mensile, del 70%. Il compenso:
    • da un punto di vista fiscale è reddito assimilato a lavoro dipendente (quindi soggetto a IRPEF);
    • da un punto di vista previdenziale, non è soggetto ad alcuna contribuzione.

 

  • Possibilità di stipulare un contratto di apprendistato al termine del tirocinio.

 

Un ottimo strumento, quindi, da leggere in chiave di opportunità, per tutti i datori di lavoro interessati ad investire in giovani o soggetti da reinserire nel mondo del lavoro, con un occhio attento, però, al contenimento del costo del personale.

 

Sandra Paserio – Consulente strategico del Lavoro – Business Coach


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