Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

 

Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a qualche problema, si cela un bisogno che richiede un intervento specifico.

In qualità di consulente del lavoro mi sono trovata a gestire una contestazione disciplinare rivolta a un dipendente di un’azienda metalmeccanica, il quale non aveva seguito pedissequamente le istruzioni impartite dal proprio responsabile.

Se non avessi indossato gli “occhiali da problem solver” avrei contestato il fatto avvenuto, applicando, nei termini previsti dalla norma, il relativo provvedimento disciplinare.

Ma, con gli occhiali che mi ero portata in borsa, ho avuto la possibilità di guardare oltre.

C’era qualcosa che non mi quadrava.

La procedura impartita dall’azienda era chiara e nota al lavoratore ma, nonostante questo, quell’operaio non era la prima volta che non seguiva le indicazioni della direzione facendo invece “di testa sua”.

Dopo aver fatto delle domande specifiche alla responsabile delle risorse umane, ho chiesto di parlare con il lavoratore.

Da dietro un macchinario è apparso un signore dai capelli bianchi, che riportava sul viso e sulle mani i segni dei 20 anni passati in quell’azienda.

Mi sono avvicinata e ho iniziato un dialogo strategico per capire meglio la situazione.

Sono salita le scale e sono tornata nell’ufficio della responsabile delle risorse umane dove ho riportato una situazione ben diversa da quella a lei conosciuta.

Il lavoratore mi aveva dimostrato, con cronometro alla mano, che i tempi della lavorazione venivano accorciati notevolmente se si seguiva una procedura differente rispetto quella definita dalla direzione ma che non era stata presa in considerazione dal suo responsabile per una presa di posizione.

A causa di una tensione nel rapporto tra i due e per problemi di comunicazione, non era stata colta questa opportunità di miglioramento a livello produttivo.

Il signore dai capelli bianchi teneva molto all’azienda ma il suo comportamento non era stato visto nel suo intento positivo.

Un incontro professionale nato per intervenire su un comportamento negligente di un lavoratore, si è quindi trasformato in una scoperta su due fronti:

  • da una parte, la possibilità di migliorare la produzione e quindi i costi aziendali, adottando semplicemente dei correttivi sulla procedura operativa che il nostro operaio senior aveva brillantemente suggerito;
  • dall’altra, la necessità di intervenire nello stabilimento con dei corsi di formazione volti al miglioramento della comunicazione interna.

Quindi, al verificarsi di eventi o comportamenti che apparentemente richiedono una contestazione disciplinare, fermiamoci e capiamo se quello che serve è l’applicazione integrale della procedura prevista dall’art.7 della L. 300/70 o, invece, un intervento organizzativo o strategico di diversa portata.

Non fermiamoci all’effetto. Sgarbugliamo la matassa fino ad identificarne la causa.

 

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Business Coach – HR Problem Solver

 


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