IL COLLABORATORE È UNA RISORSA DA COINVOLGERE NELLE SCELTE AZIENDALI

IL COLLABORATORE È UNA RISORSA DA COINVOLGERE NELLE SCELTE AZIENDALI

Collaboratore risorsa scelte aziendali G11

Ottimizzare i costi non vuol dire necessariamente guardare i numeri e ridurre le risorse umane presenti all’interno dell’azienda o sfoltire gli elementi retributivi aggiuntivi rispetto quelli contrattuali.

Ottimizzare i costi, vuol dire applicare una strategia.

Se ci limitiamo a lavorare con i numeri in modo freddo e matematico, ci troveremo a dover fare i conti con qualcosa di diverso.

Ci troveremo di fronte a delle situazioni causate da reazioni (ai nostri occhi immotivate e irrazionali) causate dai collaboratori che tutto d’un tratto incominceranno a diminuire la loro produttività, ad essere svogliati, a lamentarsi dei vertici e dell’organizzazione aziendale.

E spesso davanti ad una situazione di questo genere, cosa succede?

Succede che ci facciamo travolgere da questo fiume in piena.

Come imprenditori ci lamenteremo a nostra volta dei collaboratori.

Punteremo il dito contro di loro dicendo che non capiscono i sacrifici fatti dalla proprietà e le difficoltà quotidiane per mandare avanti la baracca.

Quello che dobbiamo fare è cercare di stare lontani da questa situazione perché uscirne, una volta innescata la miccia, richiede uno sforzo non indifferente.

È importante quindi fermarsi e pensare.

Dobbiamo imparare ad essere dei fogli bianchi e ragionare in un modo diverso.

Occorre guardare i collaboratori, non come un costo, ma come una risorsa con cui condividere un progetto e da cui attingere energia positiva.

Un collaboratore motivato è un collaboratore produttivo.

E se la matematica non è un’opinione, vuol dire che, per far tornare i conti, oltre che tagliare i costi, possiamo fare in modo che la nostra produttività in capo ad ogni singolo collaboratore aumenti.

In questo modo otterremo lo stesso risultato orientando il team verso un obiettivo condiviso:

tenere, tutti insieme, in piedi la baracca.

Ci si allontana quindi da discorso “noi” (direzione) e “loro” (collaboratori) ma ci si vede come una squadra che lascia alle spalle i propri ruoli orientando energie, risorse, specializzazioni, capacità, attitudini (e chi più ne ha, più ne metta) rivolte ad un obiettivo comune e condiviso.

Se questa strategia si considera idonea, cosa bisogna mettere in atto per poterla attuare?

Sicuramente una comunicazione aperta, trasparente e positiva per poi passare al coinvolgimento, alla motivazione e quindi alla pianificazione e all’azione.

Possiamo essere carichi e motivati ma, se poi non siamo capaci di focalizzare l’energia verso un obiettivo chiaro e non sappiamo mettere in atto delle azioni orientate al nostro risultato, la motivazione, così come viene alimentata velocemente all’inizio, in mancanza di risultati, si sgonfierà altrettanto in fretta.

Quindi valutiamo cosa ci serve per raggiungere il nostro obiettivo.:

  • di quali risorse abbiamo bisogno?
  • come possiamo procurarcele?
  • qual è la prima azione da svolgere?
  • e la seconda, la terza..?
  • come faremo a sapere se stiamo andando nella direzione giusta?
  • quali sono gli indici che andremo a misurare?
  • quali sono le difficoltà e le minacce che potremo incontrare?
  • come faremo ad evitarle?
  • cosa bisogna fare “di nuovo”, “di diverso” o cosa bisogna “smettere di fare”?
  • cosa occorre mettere in atto per evitare le resistenze al cambiamento?

Una volta che ci siamo fatti la nostra idea, chiediamo aiuto ai nostri collaboratori e poniamogli delle domande che ci permettano di prendere in considerazione quello che a noi è sfuggito:

  • quali sono le difficoltà che hanno riscontrato nel loro lavoro?
  • come pensano di migliorare l’offerta del servizio o l’offerta di un nuovo prodotto?
  • quali fabbisogni hanno percepito parlando quotidianamente con i clienti?
  • in quali attività si sentono forti o in quali attività vorrebbero migliorare?
  • quali sono le carenze organizzative dell’azienda e come è possibile intervenire?

Una volta fatta la mappatura delle informazioni e chiarito dove vogliamo andare, passiamo alla pianificazione, all’azione e al monitoraggio dei risultati.

Buona fortuna!
 

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – HR Problem Solver – Coach Professionista


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