IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice. La paura dell’ignoto e del futuro è naturale ma, d’altro canto, la dinamicità di un mercato in continuo movimento richiede che al timone siano presenti imprenditori sempre più flessibili e visionari. La consapevolezza del cambiamento è alle porte ed è importante pensare che, per ottenere risultati tangibili in termini di qualità e quantità della prestazione e dei servizi offerti, è necessario pensare in un modo diverso. È compito degli imprenditori accendere la miccia del processo di cambiamento al fine di migliorare la comunicazione e l’organizzazione del lavoro in termine di innovazione dei processi.

Da che parte iniziare a sgrovigliare la matassa ingarbugliata che abbiamo tra le mani?

La prima cosa da non fare è quella di ingarbugliare ancora di più la nostra matassa.

Non serve insistere su processi e procedure interne che non funzionano o che sono obsolete, così come non serve insistere ad immettere sul mercato prodotti o servizi che sono destinati a morire. Non è tutto. Un’altra cosa che non è funzionale per uscire da una situazione complessa, è quella di puntare il dito contro le risorse umane della nostra azienda dandogli degli inetti o di quelli che se ne fregano di tutto.

Bene, adesso che sappiamo quello che non dobbiamo fare, incominciamo a rimboccarci le maniche pensando che il cambiamento è nelle nostre mani.

Mettiamoci in discussione perché il futuro della nostra azienda e i risultati che otterremo, dipenderanno esclusivamente da noi. Non esistono persone inette o che se ne fregano di tutto. Esistono persone che seguiranno l’imprenditore che dimostrerà di essere un leader e di avere chiaro come raggiungere la meta.

Analizziamo quello che è stato fatto e misuriamo i risultati delle azioni svolte. Cosa ha dato dei frutti e cosa non ha funzionato. La valutazione non può e non deve essere soggettiva, ma una valutazione oggettiva rilevabile dai numeri e da dati certi e definiti.

In base all’obiettivo che vogliamo raggiungere, valutiamo se è il caso di riproporre le azioni svolte (modificando, se opportuno, parte delle modalità o dei contenuti) o se mettere in atto una nuova strategia. Prima della scelta sarà nostro compito capire l’andamento del mercato.

Analizzare e capire le tendenze è fondamentale per non buttare al vento tempo e denaro.

E dopo? Pensiamo,valutiamo e tracciamo una programmazione definita nei tempi e nelle azioni. Stabiliamo l’impatto che queste azioni avranno sull’ambiente che ci circonda, identifichiamo le persone chiave che dovranno accompagnarci in questo cammino, condividiamo i nostri progetti con la nostra squadra e portiamo avanti con determinazione le nostre idee. Non mancheranno momenti difficili. Le resistenze al cambiamento si faranno sentire, ma se crederemo in noi e nel nostro obiettivo, saremo pronti per diventare i nuovi imprenditori di domani.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Business Coach – HR Problem Solver


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