DECRETO MILLEPROROGHE: ANCORA VIETATA L’AUTOCERTIFICAZIONE AGLI STRANIERI

DECRETO MILLEPROROGHE: ANCORA VIETATA L’AUTOCERTIFICAZIONE AGLI STRANIERI

Decreto milleproroghe vieta autocertificazione stranieri | G11

Il decreto legge n. 244/2016 (cd. decreto Milleproproghe), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2016, ha prorogato di ulteriori 12 mesi la possibilità per gli stranieri di presentare dichiarazioni sostitutive di documenti originali.

Fino al 31 dicembre 2017 i cittadini stranieri che richiederanno carte di soggiorno, permessi per studio, per attesa occupazione o altri documenti, sono ancora costretti ad esibire i certificati originali, con conseguente dispendio di tempo e risorse economiche.

Al fine di semplificare l’iter burocratico anche nel delicato settore dell’immigrazione, l’art. 17, comma 4-quater, del decreto legge n. 5 del 9 febbraio 2012, così come convertito con modificazioni dalla legge n. 35/2012, aveva previsto la possibilità per gli stranieri di presentare delle autocertificazioni per “le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione dello straniero”.

Nonostante siano trascorsi circa 5 anni dalla suddetta disposizione, di anno in anno la possibilità per gli stranieri di presentare dichiarazioni sostitutive è stata prorogata ed ora, con le ultime novità previste dal decreto milleproroghe, è previsto un ulteriore slittamento al 31 dicembre 2017.

Un simile limite rende estremamente lento l’iter di richiesta dei permessi e dei rinnovi a causa delle lunghe file che si formano presso gli uffici pubblici (ad esempio, per chiedere il rinnovo di un permesso per motivi di studio lo straniero è costretto ad allegare alla richiesta un certificato che attesti gli esami sostenuti all’università).

L’eccezione per gli stranieri relativa alla possibilità di presentare un’autocertificazione nella previsione originaria, doveva durare un tempo relativamente breve (fino al 1 gennaio 2013), al fine di consentire un collegamento tra i database delle Questure con quelli delle Università, dei Tribunali o di altri enti, ma è stata oggetto, anno dopo anno, di numerosi rinvii.

Probabilmente è stata proprio la perdurante assenza di banche dati interconnesse tra i diversi enti che ha reso impossibile l’attuazione della previsione che consente allo straniero di presentare un’autocertificazione il cui contenuto potrà essere verificato direttamente dall’amministrazione, rinviando, ancora una volta, questa possibilità al 31 dicembre 2017.

Giuseppe Cassone


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