PROTEZIONE INTERNAZIONALE E IMMIGRAZIONE ILLEGALE: LE MISURE URGENTI DEL GOVERNO

PROTEZIONE INTERNAZIONALE E IMMIGRAZIONE ILLEGALE: LE MISURE URGENTI DEL GOVERNO

Protezione internazionale e immigrazione illegale | G11

Nella riunione del 10 febbraio 2017, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge avente ad oggetto disposizioni urgenti al fine di accelerare le procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale, nonché misure di sicurezza e di contrasto all’immigrazione illegale.

Presso numerosi tribunali dislocati su tutto il territorio nazionale, sono state istituite 14 sezioni specializzate con giudici dediti solo alla materia dell’immigrazione, della protezione internazionale e della libera circolazione dei cittadini appartenenti ad uno stato membro dell’UE. Nello specifico le sezioni specializzate si occuperanno di:

  • riconoscimento della protezione internazionale;
  • accertamento dello stato di apolidia;
  • diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare;
  • diniego del permesso di soggiorno per motivi familiari;
  • mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari;
  • mancato riconoscimento del diritto di soggiorno ai cittadini provenienti da uno stato membro dell’UE;
  • impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di un cittadino proveniente da uno stato membro dell’UE per motivi di sicurezza.

In materia di riconoscimento della protezione internazionale sono state introdotte numerose misure di semplificazione sia dinnanzi alle commissioni territoriali, sia nell’ambito dei procedimenti giudiziari.

I Comuni, d’intesa con i prefetti, si impegnano a promuovere qualsiasi iniziativa utile a favorire ai soggetti che richiedono protezione internazionale l’inserimento in progetti relativi allo svolgimento di lavori socialmente utili, volontari e gratuiti, favorendo, in questo modo, anche la loro integrazione all’interno della comunità ospitante.

È stata, dunque, snellita la procedura per il riconoscimento del diritto d’asilo anche in ambito processuale, infatti, in caso di mancata concessione del diritto d’asilo, lo straniero non potrà più ricorrere in Appello, ma solo in Cassazione.

In materia di sicurezza, tra i centri destinati alla prima accoglienza ne saranno individuati alcuni nei quali saranno avviate le procedure di identificazione e un primo screening sanitario. Nello specifico, in questi centri saranno effettuate le prime operazioni di fotosegnalamento e saranno anche rilevate le impronte digitali degli stranieri.

In una prospettiva di definitività dei provvedimenti di espulsione, il governo ha cercato di potenziare la rete dei centri di permanenza per il rimpatrio (si tratta dei centri di identificazione ed espulsione) con l’obiettivo di garantire una distribuzione omogenea degli stessi su tutto il territorio nazionale. Le nuove strutture saranno ubicate in zone facilmente raggiungibili nelle quali sono presenti strutture pubbliche che possono essere utilizzate a tale scopo.

Giuseppe Cassone


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