PERMESSO DI SOGGIORNO ED EMERSIONE DAL LAVORO IRREGOLARE

PERMESSO DI SOGGIORNO ED EMERSIONE DAL LAVORO IRREGOLARE

Permesso di soggiorno e lavoro irregolare

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 287 del 24 gennaio 2017 ha chiarito che, nell’ipotesi in cui è comprovata l’effettiva sussistenza di un rapporto di lavoro, è illegittimo il diniego del permesso di soggiorno per attesa occupazione, qualora la procedura di emersione del lavoro irregolare non sia giunta a buon fine per un fatto addebitabile al datore di lavoro.

Nel caso di specie, i giudici di Palazzo Spada accolgono il ricorso presentato da un cittadino egiziano per il quale, ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo n. 109/2012, era stata presentata dal datore di lavoro una dichiarazione telematica di emersione dal lavoro irregolare subordinato accompagnato dal versamento della tassa iniziale di 1.000 euro, a cui però, successivamente, non era seguito il pagamento dei contributi, con conseguente rigetto della domanda.

Il lavoratore, a cui era stata contestata la tardività dell’impugnazione del diniego, a sua volta lamentava che, nonostante avesse contattato più volte il datore di lavoro, non aveva mai avuto alcuna risposta in merito alla procedura di emersione ed era venuto a conoscenza del provvedimento di reiezione della domanda solo in seguito ad una istanza di accesso agli atti del proprio difensore.

I giudici di Palazzo Spada chiariscono che la sentenza emessa dal TAR avrebbe dovuto tener conto che il lavoratore, non avendo una fissa dimora (la stessa raccomandata inviatagli era tornata indietro per compiuta giacenza) era venuto a conoscenza del diniego solo in seguito all’accesso agli atti, pertanto, era da considerarsi tempestivamente impugnato.

Inoltre, continuano i giudici, l’Amministrazione era comunque tenuta a rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione dal momento che la procedura di emersione dal lavoro irregolare non si era conclusa, tra l’altro per fatto imputabile al datore di lavoro (che dopo il pagamento della tassa iniziale, non aveva versato i contributi).

Pertanto, qualora dal comportamento avuto dal datore di lavoro nel corso della procedura di emersione non esistono dubbi circa la sussistenza di un effettivo rapporto di lavoro, l’Amministrazione è obbligata a rilasciare il permesso per attesa occupazione.

Giuseppe Cassone


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