SISTEMA FINANZIARIO: RISCHI PER I RISPARMIATORI

SISTEMA FINANZIARIO: RISCHI PER I RISPARMIATORI

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Dopo i recenti casi balzati agli onori della cronaca (Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti) e soprattutto con il recepimento in Italia della Direttiva Europea sul salvataggio interno cd. “bail-in”, l’argomento del rischio che potenzialmente corre il piccolo risparmiatore/investitore è di stretta attualità.

Si può parlare di un rischio nuovo, in quanto inerente aree (quella del deposito per esempio) tipicamente e storicamente ritenute inattaccabili. Intanto un piccolo “assaggio” delle novità dell’ultimo anno. Negli ultimi mesi del 2015, il legislatore domestico ha recepito la Direttiva Europea con due decreti legislativi, i decreti 180 e 181 che disciplinano la gestione armonizzata delle crisi delle banche e delle imprese di investimento attraverso l’utilizzo di risorse del settore privato. Successivamente la Consob ha elaborato nuovi e specifici obblighi informativi a carico degli intermediari finanziari. Questi provvedimenti hanno comportato l’entrata in vigore e l’operativa, dal primo gennaio 2016, delle regole sancite dalla direttiva europea. Vediamo preliminarmente di capire in cosa consiste il bail-in e chi sono gli attori.

In caso di dissesto, o rischio conclamato di dissesto di una banca, la Banca d’Italia, in quanto soggetto deputato, è investita del cd. potere di risoluzione che può consistere in quattro tipi di intervento:

  • procedere alla vendita ad acquirenti privati di una parte dell’attivo;
  • trasferire temporaneamente le attività e le passività ad un ente cd. “ponte o bridge” cioè una struttura creata ad hoc e gestita dalle autorità che prosegua le attività dell’istituto in crisi, il tutto finalizzato a programmare e gestire una futura vendita;
  • trasferire le attività deteriorate ad una cd. “bad bank” che gestisca la liquidazione delle stesse;
  • applicare il bail-in.

Quest’ultima è la fattispecie che andiamo ad analizzare in quanto di impatto diretto sul pubblico dei risparmiatori.

Intanto appare evidente che, quantomeno in linea teorica, il dissesto di una banca non dovrebbe comportare automaticamente l’applicazione del bail-in stante la possibilità della Banca d’Italia di valutare l’applicazione dei premi tre strumenti di risoluzione messi a disposizione dalla Legge. Questa almeno è la teoria…

Ma, esattamente in cosa consiste il bail-in? Il bail-in consiste nella svalutazione di azioni e crediti al fine di assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in stato di dissesto; in sostanza si chiede agli azionisti ed ai creditori dell’ente di farsi carico delle perdite.

Il tutto nel seguente ordine gerarchico:

  • i primi ad essere colpiti sono gli azionisti;
  • a seguire i detentori di altri titoli di capitale (es. azioni di risparmio);
  • i creditori subordinati (detentori di bond subordinati, speciale categoria di obbligazioni il cui rimborso, in caso di problemi, avviene dopo che siano soddisfatti i creditori ordinari). Sono spesso denominate “junior” in contrapposizione ai bond “senior” non subordinati;
  • i creditori chirografari (ad esempio detentori di bond non subordinati)
  • i depositanti oltre 100.000 euro;
  • il fondo di garanzia depositi.

Restano invece esclusi dal bail-in i depositi fino a 100.000 euro (non solo i normali depositi di conto corrente ma anche i conti deposito, i libretti di risparmio ed i certificati di deposito nominativi), le passività garantite (ad esempio i covered bond), le passività derivanti da detenzione di beni in via fiduciaria (vedi contenuto cassette di sicurezza, intestazioni fiduciarie etc.) ed altre passività che non riguardano i risparmiatori (passività interbancarie, debiti verso dipendenti, fiscali etc.).

A chi osa che dire? Numerosi dubbi ad oggi sono irrisolti, uno per tutti: per i conti cointestati come si computa il superamento della soglia? Ed ancora come concretamente si comporterà Banca d’Italia di fronte a situazioni di crisi di istituti di credito? Ed ancora, questa disciplina è lesiva del dettato Costituzionale dell’articolo 47 sulla tutela del risparmio?

Tutti quesiti a cui nel tempo arriveranno risposte, per ora è opportuno conoscere la normativa e comprendere come difendersi, o quantomeno adottare nel limite del possibile opportune cautele, argomenti che affronteremo nel prossimo intervento.

Paolo Omar Annaccarato


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