IL DOPO DI NOI E’ LEGGE

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Assistenza disabili privi di sostegno | G11

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2016 è stata pubblicata la Legge 112/2016 avente ad oggetto “disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”.

Questa Legge, nel linguaggio comune chiamata “legge sul dopo di noi”,  costituisce un primo importante tassello di un impianto normativo di tutela di figure particolarmente deboli o disagiate che però necessita, a parere dello scrivente, di ulteriori implementazioni.

Accogliamo comunque con favore questo primo importante passo e scopo di questo articolo è analizzare i tratti salienti della normativa.

Intanto analizziamo i destinatari delle misure di sostegno previste dalla normativa.

Destinatari della norma sono le persone con disabilità grave come definita ed accertata dalla Legge 104/1992 con due modalità “temporali”, coloro i quali necessitano di un’immediata assistenza  in quanto già privi di genitori in grado di supportarli e coloro i quali vogliono programmare il momento in cui il supporto familiare verrà a mancare.

Anche gli ambiti di intervento si sviluppano in due precise direzioni, una, in attuazione alle finalità generali, verrà attuata dalle Regioni finanziate da un apposito fondo istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per  interventi ed iniziative da effettuare sul territorio.

L’altro ambito di intervento, che poi è quello che interessa questo intervento, è il pacchetto di agevolazioni che consentono il ricorso a strumenti di gestione e protezione del patrimonio destinato ad essere utilizzato “dopo di noi” per fare fronte alle esigenze dei soggetti afflitti da grave disabilità come individuati dalla norma.

Istituto centrale per l’attuazione delle finalità della norma è il trust, strumento non tipico del nostro ordinamento che trova un’importante legittimazione, se ve ne era bisogno, proprio con questa normativa.

Cosa è il trust in due parole: è uno strumento con il quale un soggetto (disponente) trasferisce la proprietà di uno o più beni ad un altro soggetto (trustee) che ne assume il controllo e la disponibilità per gestirli e perseguire le finalità a favore del/dei beneficiari così come stabilite dal disponente. Caratteristica principale quindi è il trasferimento della proprietà dei beni ad un soggetto terzo, caratteristica che sicuramente sotto l’aspetto psicologico ha frenato iin passato molte operazioni di questo tipo.

Analizzando le agevolazioni previste dalla norma in commento possiamo osservare come il Legislartore abbia stabilito una serie di importanti agevolazioni di natura fiscale così sinteticamente riassumibili in:

  • imposta di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa in relazione al trasferimento di beni e diritti,
  • esenzione imposta di bollo;
  • esenzione imposta sulle successioni e donazioni;
  • possibilità di agevolazioni in materia di fiscalità locale (franchigie o esenzioni imu/tasi);

Condizione necessaria per godere di queste agevolazioni è che l’istituzione e la gestione del trust realizzato per la tutela di soggetto affetta da grave disabilità sia rispettoso di tutte le prescrizioni previste dalla normativa ovvero:

  • istituzione per atto pubblico con beneficiari soggetti con i requisiti previsti dalla norma;
  • identificazione dei soggetti coinvolti, dei ruoli, dei bisogni specifici del disabile, delle attività previste per il raggiungimento dell’obiettivo a base dell’istituzione dello strumento;
  • identificazione degli obblighi del trustee con particolare riguardo al perseguimento degli obiettivi posti  ed al progetto di assistenza;
  • specifiche e precise modalità di rendicontazione del trustee;
  • identificazione del soggetto “cd. protector” ovvero del soggetto a cui è demandato il controllo delle attività del trustee;
  • termine finale di durata del trust coincidente con la vita del soggetto beneficiario;
  • individuazione, già in sede di costituzione, della destinazione dell’eventuale patrimonio residuo.

Nella sua versione definitiva la norma ha poi esteso le agevolazioni anche all’utilizzo di altri strumenti quali:

  • erogazioni da parte di soggetti privati;
  • stipula polizze assicurative;
  • costituzione di vincoli di destinazione con contratto di affidamento fiduciario anche a favore di onlus di utilità sociale.

A chiosa possiamo dire che la norma è complessa così come rigorose sono le molte condizioni da rispettare ma in realtà qualsiasi azione deve essere necessariamente studiata e condivisa nell’ambito familiare di riferimento in quanto per necessità così importanti gli strumenti “pre-confezionati” non sono certamente idonei allo scopo (siano essi agevolati o meno).

Paolo Omar Annaccarato


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