specializzazioni

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per:

  • accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro;
  • riqualificare i soggetti esclusi per aiutarli a scoprire nuove professioni in contesti lavorativi diversi rispetto quelli di provenienza.

L’approvazione, in data 25 maggio 2017 in sede di Conferenza Stato-Regioni, dell’Accordo sulle linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento, rappresenta la base sulla quale le singole regioni, entro 6 mesi, potranno dettagliare le regole e le specificità sui diversi territori.

Procediamo con una carrellata su quelle che sono le linee guida che riguardano i tirocini extracurricolari:

 

  • Destinatari:
    • Soggetti in stato di disoccupazione;
    • Lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro;
    • Lavoratori a rischio disoccupazione;
    • Soggetti già occupati che siano alla ricerca di altra occupazione;
    • Soggetti disabili e svantaggiati.

 

  • Soggetti ospitanti:
    • Devono essere in regola con la salute e la sicurezza e la L. 68/99;
    • Non devono avere CIG straordinarie o in deroga in corso per attività equivalenti a quelle del tirocinio nella medesima unità operativa (salvo accordi sindacali);
    • Nei 12 mesi precedenti, non devono aver intimato licenziamenti collettivi, per giustificato motivo oggettivo, per superamento del periodo di comporto, per superamento del periodo di prova, per fine appalto o per risoluzione del rapporto di apprendistato per volontà del datore di lavoro al termine del periodo formativo. Sono fatti salvi i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo;
    • Non deve essere attiva una procedura concorsuale;
    • Non possono riguardare professionisti per attività riservate.

 

  • Condizioni necessarie per l’attivazione:
    • i tirocinanti non possono ricoprire ruoli propri dell’organizzazione del soggetto ospitante;
    • i tirocinanti non possono sostituire lavoratori subordinati in picchi di attività;
    • i tirocinanti non possono sostituire personale assente (malattia, maternità e ferie);
    • inesistenza, con gli stessi tirocinanti, nei 2 anni antecedenti l’attivazione, di altri rapporti di lavoro subordinati, di collaborazione o di incarico (prestazione di servizi);
    • lo svolgimento di lavoro accessorio non risulta preclusivo, se la durata è stata al massimo di 30 gg nei sei mesi precedenti.

 

  • Durata massima (compreso proroghe e rinnovi): 12 mesi (elevabile a 24 per soggetti con disabilità).

 

  • Durata minima: 2 mesi (ridotta ad 1 mese per le attività stagionali).

 

  • Limiti quantitativi in rapporto alla dimensione aziendale:
    • 1 tirocinante per datori di lavoro fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato;
    • 2 tirocinanti per datori di lavoro tra 6 e 20 dipendenti;
    • 10% di tirocinanti per i datori di lavoro con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato.

 

  • Flessibilità del limite quantitativo in rapporto agli esiti positivi dei tirocini nel caso in cui il datore di lavoro abbia un organico superiore a 20 dipendenti (disciplina derogatoria premiale per le aziende virtuose):
    • 1 tirocinante in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) di almeno il 20% dei tirocini attivati nei 24 mesi precedenti;
    • 2 tirocinanti in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) di almeno il 50% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
    • 3 tirocinanti in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) di almeno il 75% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
    • 4 tirocinanti in più in caso di assunzione (anche part-time almeno del 50%; durata minima 6 mesi) del 100% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti.

 

  • Tutor aziendale: deve essere in possesso di esperienze e competenze professionali adeguate.

 

  • Indennità di partecipazione non inferiore a 300€ salvo la partecipazione minima, su base mensile, del 70%. Il compenso:
    • da un punto di vista fiscale è reddito assimilato a lavoro dipendente (quindi soggetto a IRPEF);
    • da un punto di vista previdenziale, non è soggetto ad alcuna contribuzione.

 

  • Possibilità di stipulare un contratto di apprendistato al termine del tirocinio.

 

Un ottimo strumento, quindi, da leggere in chiave di opportunità, per tutti i datori di lavoro interessati ad investire in giovani o soggetti da reinserire nel mondo del lavoro, con un occhio attento, però, al contenimento del costo del personale.

 

Sandra Paserio – Consulente strategico del Lavoro – Business Coach


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per: accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro; riqualificare i... leggi tutto

RELAZIONI INTERPERSONALI: MATASSE INGARBUGLIATE

Le relazioni interpersonali che animano le aziende sono matasse ingarbugliate. In ambienti contaminati da una comunicazione malsana: le riunioni la richiesta di... leggi tutto

GESTIRE STRATEGICAMENTE LE RISORSE UMANE PER FARE LA DIFFERENZA

Oggi più che mai le aziende si rendono conto di quanto è importante gestire correttamente i rapporti interpersonali. Dietro aziende... leggi tutto

I FATTORI DI SUCCESSO DEL WELFARE AZIENDALE

In un contesto italiano di prolungata instabilità e crescente fragilità sociale, il welfare aziendale è diventato lo strumento ideale... leggi tutto

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

  Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a... leggi tutto

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice.... leggi tutto

GESTIAMO CORRETTAMENTE IL NOSTRO TEMPO PER PIANIFICARE COSE IMPORTANTI

Ognuno di noi ha a disposizione lo stesso tempo ma nello stesso tempo non tutti ottengono gli stessi risultati. Ciò... leggi tutto

ANALIZZIAMO I DATI PER SCEGLIERE LE STRATEGIE AZIENDALI

Tutte le aziende sono sommerse da dati, informazioni, report e statistiche. Poche però hanno la capacità di immagazzinare e veicolare... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

RELAZIONI INTERPERSONALI: MATASSE INGARBUGLIATE

Le relazioni interpersonali che animano le aziende sono matasse ingarbugliate.

In ambienti contaminati da una comunicazione malsana:

  • le riunioni
  • la richiesta di collaborazione tra i diversi colleghi
  • lo sviluppo di progetti di gruppo

diventano l’ennesimo nodo che stringe il cappio ad un clima aziendale insostenibile.

Lo senti appena varchi la porta dell’azienda. Lo respiri. È nell’aria.

Ti guardi intorno e vedi persone che portano sulle spalle il peso di un lavoro che non li soddisfa, le sopracciglia sono aggrottate e i movimenti sono lenti.

Guardi i report sull’assenteismo, dai un’occhiata al costo del lavoro improduttivo e ti fai un’idea della gravità della situazione.

La produttività è calata, i costi stanno decimando nuovi ordini e l’imprenditore è impotente.

Ha bisogno di una relazione d’aiuto.

La matassa è troppo ingarbugliata.

Il consulente di processo affianca l’imprenditore.

Dopo l’analisi delle tentate soluzioni fallimentari, viene condivisa la strategia che porta ad una soluzione concreta in tempi brevi.

Si inizia a dipanare la matassa e il successo è tutto dell’imprenditore.

Chiedere aiuto è un atto di forza e di umiltà che viene ripagato con un risultato più grande.

Se anche tu come azienda ti trovi in una situazione di difficoltà e hai bisogno di ritrovare l’energia per far ripartire la tua azienda, non esitare a contattarci

Sandra Paserio – Consulente strategico del Lavoro – Business Coach

 


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per: accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro; riqualificare i... leggi tutto

RELAZIONI INTERPERSONALI: MATASSE INGARBUGLIATE

Le relazioni interpersonali che animano le aziende sono matasse ingarbugliate. In ambienti contaminati da una comunicazione malsana: le riunioni la richiesta di... leggi tutto

GESTIRE STRATEGICAMENTE LE RISORSE UMANE PER FARE LA DIFFERENZA

Oggi più che mai le aziende si rendono conto di quanto è importante gestire correttamente i rapporti interpersonali. Dietro aziende... leggi tutto

I FATTORI DI SUCCESSO DEL WELFARE AZIENDALE

In un contesto italiano di prolungata instabilità e crescente fragilità sociale, il welfare aziendale è diventato lo strumento ideale... leggi tutto

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

  Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a... leggi tutto

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice.... leggi tutto

GESTIAMO CORRETTAMENTE IL NOSTRO TEMPO PER PIANIFICARE COSE IMPORTANTI

Ognuno di noi ha a disposizione lo stesso tempo ma nello stesso tempo non tutti ottengono gli stessi risultati. Ciò... leggi tutto

ANALIZZIAMO I DATI PER SCEGLIERE LE STRATEGIE AZIENDALI

Tutte le aziende sono sommerse da dati, informazioni, report e statistiche. Poche però hanno la capacità di immagazzinare e veicolare... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

GESTIRE STRATEGICAMENTE LE RISORSE UMANE PER FARE LA DIFFERENZA

Oggi più che mai le aziende si rendono conto di quanto è importante gestire correttamente i rapporti interpersonali.

Dietro aziende vincenti esistono menti geniali affiancate da validi collaboratori che portano avanti progetti ambiziosi.

Alla base di tutto c’è una sola cosa: la comunicazione.

Una comunicazione persuasoria che innalza l’efficacia e l’efficienza dei processi e la qualità dei prodotti e dei servizi offerti.

Lo sapeva bene Alessandro Magno che, utilizzando l’arte della persuasione, vinceva spesso le sue battaglie senza neppure combattere.

Una buona comunicazione permette quindi di arrivare al cuore delle persone prima ancora di raggiungere la parte razionale del cervello.

Capire e farsi capire permette di condividere una pianificazione strategica atta a raggiungere progetti ambiziosi.

Ma se non ascoltiamo, non guardiamo quello che succede intorno a noi, non percepiamo i cambiamenti di umore e le tensioni che alleggiamo nell’aria, come possiamo poi comunicare in modo efficace?

Quindi, se vogliamo gestire strategicamente i nostri collaboratori, impariamo a:

  • conoscere i nostri sensi utilizzandoli in modo eccelso;
  • entrare in empatia con i nostri interlocutori;
  • creare rapport;
  • capire l’intenzione positiva di ognuno di loro;
  • utilizzare un linguaggio semplice e chiaro;
  • trasmettere quella passione e quell’emozione che anima il nostro credo.

Solo quanto saremo entrati nel loro mondo, allora potremo condividere le nostre idee, la nostra visione e il motivo che ci spinge a cambiare e ad innovarci.

Prima, sarebbero solo parole al vento.

Prendiamoci il tempo necessario per diventare degli ottimi leader perché, come diceva Napoleone Bonaparte, “Siccome ho molta fretta, vado molto piano” e le cose migliori, si costruiscono piano per volta, con i migliori materiali che troviamo sul mercato.

Le tecniche di Problem Solving Strategico Azienda, sono un’ottima soluzione per migliorare la comunicazione e gestire strategicamente i collaboratori delle aziende.

Se vuoi saperne di più, clicca QUI.

Sandra Paserio – Consulente strategico del Lavoro – Business Coach

 


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per: accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro; riqualificare i... leggi tutto

RELAZIONI INTERPERSONALI: MATASSE INGARBUGLIATE

Le relazioni interpersonali che animano le aziende sono matasse ingarbugliate. In ambienti contaminati da una comunicazione malsana: le riunioni la richiesta di... leggi tutto

GESTIRE STRATEGICAMENTE LE RISORSE UMANE PER FARE LA DIFFERENZA

Oggi più che mai le aziende si rendono conto di quanto è importante gestire correttamente i rapporti interpersonali. Dietro aziende... leggi tutto

I FATTORI DI SUCCESSO DEL WELFARE AZIENDALE

In un contesto italiano di prolungata instabilità e crescente fragilità sociale, il welfare aziendale è diventato lo strumento ideale... leggi tutto

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

  Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a... leggi tutto

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice.... leggi tutto

GESTIAMO CORRETTAMENTE IL NOSTRO TEMPO PER PIANIFICARE COSE IMPORTANTI

Ognuno di noi ha a disposizione lo stesso tempo ma nello stesso tempo non tutti ottengono gli stessi risultati. Ciò... leggi tutto

ANALIZZIAMO I DATI PER SCEGLIERE LE STRATEGIE AZIENDALI

Tutte le aziende sono sommerse da dati, informazioni, report e statistiche. Poche però hanno la capacità di immagazzinare e veicolare... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

I FATTORI DI SUCCESSO DEL WELFARE AZIENDALE

In un contesto italiano di prolungata instabilità e crescente fragilità sociale, il welfare aziendale è diventato lo strumento ideale per colmare una parte delle lacune presenti nel sistema pensionistico e assistenziale pubblico e per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti.

Abbinato ad accordi di produttività volti al raggiungimento di risultati specifici all’interno delle aziende, il sistema premiante, convertibile in flexible beneft, assume quindi una veste, oltre che di responsabilità sociale, anche di interesse precipuo volto a migliorare il clima aziendale, l’immagine, la reputazione aziendale e la produttività.

Il successo del welfare aziendale, però, dipende da fattori che, spesso, sono sottovalutati dalle aziende.

Le 4 C, che abbiamo individuato e che possono diventare la bussola degli imprenditori sono:

  • Conoscere
  • Comunicare
  • Coinvolgere
  • Contribuire al successo

Analizziamoli nel dettaglio:

CONOSCERE

Conoscere la normativa e le opportunità collegate al welfare aziendale, permette di fare delle valutazioni ponderate e funzionali al raggiungimento dell’obiettivo. Ecco perché è importante che il consulente del lavoro affianchi l’imprenditore illustrando le opportunità previste dalla norma, facendole diventare un tutt’uno con la realtà della singola azienda.

COMUNICARE

L’ascolto attivo dei lavoratori è fondamentale per l’individuazione dei bisogni degli stessi. Imporre delle soluzioni ai collaboratorii che non corrispondono alle loro effettive esigenze, sarebbe come aprire la finestra per buttare all’aria una manciata di banconote.

COINVOLGERE

Il coinvolgimento è fondamentale. A parte le agevolazioni contributive che sono state introdotte dall’art.55 del D.L. n.50 del 24/4/2017, che permette di azzerare la contribuzione a carico del lavoratore e di diminuire di 20 punti percentuali l’aliquota IVS a carico del datore di lavoro nei limiti di € 800, in caso di accordo di produttività che prevede il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, il coinvolgimento è fondamentale anche negli accordi convertibili in welfare per un fattore di “motivazione”. In caso di coinvolgimento, infatti, i lavoratori si sentono attori dell’accordo, sia nella prima fase di definizione degli obiettivi che nella seconda fase di monitoraggio e rendicontazione.

CONTRIBUIRE AL SUCCESSO

Una volta individuati gli obiettivi e condivisi con i lavoratori interessati, per garantire un risultato che porti le parti (datore di lavoro e lavoratori) ad un rapporto win-win, l’imprenditore potrà farsi affiancare da un problem solver che guiderà entrambe le parti a realizzare una pianificazione strategica appositamente studiata atta a non lasciare nulla al caso.

Le aziende interessate a sviluppare un Welfare Strategico Aziendale, possono contattarci cliccando QUI

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Coach – HR Problem Solver


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per: accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro; riqualificare i... leggi tutto

RELAZIONI INTERPERSONALI: MATASSE INGARBUGLIATE

Le relazioni interpersonali che animano le aziende sono matasse ingarbugliate. In ambienti contaminati da una comunicazione malsana: le riunioni la richiesta di... leggi tutto

GESTIRE STRATEGICAMENTE LE RISORSE UMANE PER FARE LA DIFFERENZA

Oggi più che mai le aziende si rendono conto di quanto è importante gestire correttamente i rapporti interpersonali. Dietro aziende... leggi tutto

I FATTORI DI SUCCESSO DEL WELFARE AZIENDALE

In un contesto italiano di prolungata instabilità e crescente fragilità sociale, il welfare aziendale è diventato lo strumento ideale... leggi tutto

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

  Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a... leggi tutto

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice.... leggi tutto

GESTIAMO CORRETTAMENTE IL NOSTRO TEMPO PER PIANIFICARE COSE IMPORTANTI

Ognuno di noi ha a disposizione lo stesso tempo ma nello stesso tempo non tutti ottengono gli stessi risultati. Ciò... leggi tutto

ANALIZZIAMO I DATI PER SCEGLIERE LE STRATEGIE AZIENDALI

Tutte le aziende sono sommerse da dati, informazioni, report e statistiche. Poche però hanno la capacità di immagazzinare e veicolare... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

TESTAMENTO (LA LEGITTIMA – LESIONE E RIMEDI)

TESTAMENTO (LA LEGITTIMA – LESIONE E RIMEDI)

 

In un precedente intervento abbiamo parlato di testamento con particolare riferimento alle cd. “quote di legittima” e “quote di disponibile”.

Ripercorrendo brevemente le considerazioni già esposte nel precedente articolo ricordiamo brevemente che per quote di legittima si intende ciò che la legge impone di riservare a determinate categorie di eredi; di converso la quota di disponibile è la quota del proprio patrimonio di cui il testatore può disporre liberamente e senza vincoli di sorta.

Accennavamo inoltre come, in un caso noto e complesso balzato agli onori della cronaca, il testatore ed i suoi professionisti avevano dovuto fare un fine lavoro di cesello per allocare il “relictum”, ovvero l’attivo ereditario, secondo le volontà del testatore, volontà che probabilmente non erano perfettamente coincidenti con la previsione di legge.

Compreso il significato di legittima e di disponibile ed esaminati i casi più comuni, andiamo ora ad analizzare cosa accade – e quali sono i rimedi che si possono mettere in atto – quando viene violata la quota di legittima

Intanto per lesione della quota di legittima si intende il caso in cui un legittimario è danneggiato nel valore minimo di «porzione di eredità» che la legge gli riconosce.

Una prima riflessione è necessaria riprendendo l’argomento già trattato nel precedente intervento ovvero che la posizione di congiunti più stretti del de cuius (coniuge, discendenti ed ascendenti) è tutelata sia in relazione alla quota di eredità sia in relazione alle eventuali liberalità disposte in vita.

E difatti affermavamo che “….. la massa ereditaria sulla quale calcolare le quote di legittima è formata:

  • da tutti i beni appartenenti al defunto alla data di apertura della successione (relictum);
  • meno i debiti ereditari (siano essi preesistenti alla data della morte siano essi derivanti dalla morte stessa come ad esempio le spese funerarie);
  • più le donazioni compiute in vita  da de cuius (donatum) e ciò indipendentemente dal soggetto beneficiario. in questo caso la valorizzazione deve essere fatta con riferimento al valore alla data di apertura della successione.

Fatta questa operazione matematica ovvero: relictum-debiti+donatum abbiamo l’esatta quota di patrimonio sulla quale calcolare le quote di legittima e di disponibile…………..”

Da ultimo, e prima di analizzare i rimedi alle lesioni di legittima, è necessario precisare che esiste nel nostro ordinamento il principio di intangibilità della quota di legittima la quale pertanto va sempre intesa in senso quantitativo e non qualitativo. Ciò significa che il disponente potrà soddisfare la quota di legittima con beni o valori di qualsiasi natura (purchè compresi nell’attivo ereditario).

Nel nostro ordinamento sono codificate una serie di azioni volte alla tutela dei legittimari che si possono riassumere in ’”azione di riduzione” ed in “petizione di eredità”.

L’azione di riduzione è il rimedio a disposizione dei cd. legittimari allorquando, per effetto di atti di disposizione (liberalità in vita, testamento), la quota di legittima viene violata. L’azione tende a fare dichiarare invalidi gli atti che hanno prodotto la lesione della legittima.

In base al momento ed all’identità dei soggetti passivi l’azione di riduzione può essere:

  • in senso stretto con lo scopo di fare dichiarare l’inefficacia degli atti (in vita o mortis causa) che hanno generato la lesione della quota di legittima;
  • di restituzione contro i soggetti che di fatto sono stati beneficiari delle disposizioni del de cuius; ovviamente tale azione è proponibile successivamente al riconoscimento positivo dell’azione di cui al punto precedente;
  • l’azione di restituzione contro i terzi acquirenti, ovvero il caso speculare a quello di cui al punto precedente laddove il beneficiario della lesione della quota di legittima abbia disposto dei beni a favore di terzi.

Tali azioni possono essere proposte solo dai legittimari e dai loro eredi o aventi causa e l’onere della prova (sia dell’accertamento del valore della massa ereditaria sia della quota di violazione) è a carico dell’attore.

Questo giudizio si conclude con una sentenza costitutiva, destinata quindi a produrre i suoi effetti solo al momento del suo passaggio in giudicato (questione come ben si può immaginare di fondamentale importanza nella valutazione delle strategie processuali).

L’azione di riduzione è soggetta al termine ordinario prescrizionale di dieci anni (a differenza della petizione che, come si vedrà in seguito, è imprescrittibile) che decorrono dal momento dell’apertura della successione.

L’azione si rivolge in prima istanza alle disposizioni testamentarie e solo in seconda battuta, nel caso in cui l’azione non abbia dato esiti sufifcienti a coprire e reintegrare la qota di legittima, alle donazioni compiute in vita dal de cuius.

In quest’ultimo caso l’ordine è cronologico nel senso che l’azione di riduzione aggredisce l’atto più recente e così via via fino a soddisfacimento totale della pretesa.

Questi aspetti sono da tenere in considerazione laddove si ipotizzi una pianificazione di trasferimento del proprio patrimonio che potenzialmente possa prestare il fianco ad aggressioni.

Per quanto concerne l’azione di restituzione nei confronti dei terzi che eventualmente hanno acquisito la proprietà dei beni occorre osservare che:

  • in caso di acquisti immobiliari i terzi possono fare salvi i loro diritti se sono trascorsi almeno venti anni dalla trascrizione della relativa domanda;
  • nel caso in cui la domanda di riduzione sia proposta dopo dieci anni dall’apertura della successione i terzi possono fare salvi i loro diritti se hanno acquistato a titolo oneroso in base ad un attola cui trascrizione sia antecedente la trascrizione della domanda di riduzione;
  • stesso termine oltre la sussistenza dell’acquisto o del possesso in buona fede.

Sulla petizione, trattandosi di istituto veramente particolare ne evidenziamo brevemente i tratti fondamentali.

Si tratta infatti di un’azione speciale concessa all’erede mirante a fargli conseguire il possesso dei beni ereditari e che ha il particolare carattere dell’imprescrittibilità.

I presupposti sono il possesso dei beni ereditari da parte di un terzo che si affermi erede (erede apparente) o che possegga senza alcun titolo il/i beni rivendicati. Può essere proposta dagli eredi o coeredi (siano essi legittimi o testamentari) senza limiti di tempo (imprescrittibilità) e lo scopo di questa azione è l’accertamento della qualità di erede e la condanna del possessore alla restituzione dei beni ereditari.

Due particolarità:

  • l’onere della prova che i beni appartenessero all’asse ereditario al momento dell’apertura della successione spetta all’attore;
  • l’imprescrittibilità trova un limite nello specifico caso di intervenuta usucapione da parte del possessore sui beni oggetto dell’azione.

Delineati i rimedi e le azioni a tutela della legittima si impongono alcune riflessioni.

La prima è in relazione alle donazioni indirette ovvero a quelle donazioni in cui si verificano gli effetti propri di una donazione (ovvero arricchimento del beneficiario ed impoverimento del donante) senza che sia stipulato un atto “formale” pubblico notarile.

Considerato infatti che anche gli atti di liberalità in vita rientrano nel cd. “relictum” è di tutta evidenza che nella pianificazione dell’allocazione del proprio patrimonio il disponente non possa non considerare come correttamente comportarsi per evitare di vedere inefficaci le disposizioni e gli atti da lui compiuti in vita.

In presenza di patrimoni complessi, di situazioni familiari particolari e/o in presenza di aziende, è di palmare evidenza che solo una corretta pianificazione della successione consente di rispettare le volontà del de cuius e, in ambito imprenditoriale, favorire la continuità aziendale.

Proprio quest’ultimo punto, la continuità aziendale, sarà oggetto di un prossimo intervento.

 

Paolo Omar Annaccarato

paoloomar@studio-annaccarato.com

 


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

TESTAMENTO (LA LEGITTIMA – LESIONE E RIMEDI)

TESTAMENTO (LA LEGITTIMA – LESIONE E RIMEDI)   In un precedente intervento abbiamo parlato di testamento con particolare riferimento alle cd.... leggi tutto

TESTAMENTO: LA LEGITTIMA

È notizia di questi giorni la pubblicazione del testamento di Bernardo Caprotti, patron di Esselunga recentemente scomparso. Il testo,... leggi tutto

IL DOPO DI NOI E’ LEGGE

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2016 è stata pubblicata la Legge 112/2016 avente ad oggetto “disposizioni... leggi tutto

SISTEMA FINANZIARIO: RISCHI PER I RISPARMIATORI

Dopo i recenti casi balzati agli onori della cronaca (Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti) e soprattutto con il... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

 

Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a qualche problema, si cela un bisogno che richiede un intervento specifico.

In qualità di consulente del lavoro mi sono trovata a gestire una contestazione disciplinare rivolta a un dipendente di un’azienda metalmeccanica, il quale non aveva seguito pedissequamente le istruzioni impartite dal proprio responsabile.

Se non avessi indossato gli “occhiali da problem solver” avrei contestato il fatto avvenuto, applicando, nei termini previsti dalla norma, il relativo provvedimento disciplinare.

Ma, con gli occhiali che mi ero portata in borsa, ho avuto la possibilità di guardare oltre.

C’era qualcosa che non mi quadrava.

La procedura impartita dall’azienda era chiara e nota al lavoratore ma, nonostante questo, quell’operaio non era la prima volta che non seguiva le indicazioni della direzione facendo invece “di testa sua”.

Dopo aver fatto delle domande specifiche alla responsabile delle risorse umane, ho chiesto di parlare con il lavoratore.

Da dietro un macchinario è apparso un signore dai capelli bianchi, che riportava sul viso e sulle mani i segni dei 20 anni passati in quell’azienda.

Mi sono avvicinata e ho iniziato un dialogo strategico per capire meglio la situazione.

Sono salita le scale e sono tornata nell’ufficio della responsabile delle risorse umane dove ho riportato una situazione ben diversa da quella a lei conosciuta.

Il lavoratore mi aveva dimostrato, con cronometro alla mano, che i tempi della lavorazione venivano accorciati notevolmente se si seguiva una procedura differente rispetto quella definita dalla direzione ma che non era stata presa in considerazione dal suo responsabile per una presa di posizione.

A causa di una tensione nel rapporto tra i due e per problemi di comunicazione, non era stata colta questa opportunità di miglioramento a livello produttivo.

Il signore dai capelli bianchi teneva molto all’azienda ma il suo comportamento non era stato visto nel suo intento positivo.

Un incontro professionale nato per intervenire su un comportamento negligente di un lavoratore, si è quindi trasformato in una scoperta su due fronti:

  • da una parte, la possibilità di migliorare la produzione e quindi i costi aziendali, adottando semplicemente dei correttivi sulla procedura operativa che il nostro operaio senior aveva brillantemente suggerito;
  • dall’altra, la necessità di intervenire nello stabilimento con dei corsi di formazione volti al miglioramento della comunicazione interna.

Quindi, al verificarsi di eventi o comportamenti che apparentemente richiedono una contestazione disciplinare, fermiamoci e capiamo se quello che serve è l’applicazione integrale della procedura prevista dall’art.7 della L. 300/70 o, invece, un intervento organizzativo o strategico di diversa portata.

Non fermiamoci all’effetto. Sgarbugliamo la matassa fino ad identificarne la causa.

 

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Business Coach – HR Problem Solver

 


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per: accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro; riqualificare i... leggi tutto

RELAZIONI INTERPERSONALI: MATASSE INGARBUGLIATE

Le relazioni interpersonali che animano le aziende sono matasse ingarbugliate. In ambienti contaminati da una comunicazione malsana: le riunioni la richiesta di... leggi tutto

GESTIRE STRATEGICAMENTE LE RISORSE UMANE PER FARE LA DIFFERENZA

Oggi più che mai le aziende si rendono conto di quanto è importante gestire correttamente i rapporti interpersonali. Dietro aziende... leggi tutto

I FATTORI DI SUCCESSO DEL WELFARE AZIENDALE

In un contesto italiano di prolungata instabilità e crescente fragilità sociale, il welfare aziendale è diventato lo strumento ideale... leggi tutto

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

  Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a... leggi tutto

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice.... leggi tutto

GESTIAMO CORRETTAMENTE IL NOSTRO TEMPO PER PIANIFICARE COSE IMPORTANTI

Ognuno di noi ha a disposizione lo stesso tempo ma nello stesso tempo non tutti ottengono gli stessi risultati. Ciò... leggi tutto

ANALIZZIAMO I DATI PER SCEGLIERE LE STRATEGIE AZIENDALI

Tutte le aziende sono sommerse da dati, informazioni, report e statistiche. Poche però hanno la capacità di immagazzinare e veicolare... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

 

PROTEZIONE INTERNAZIONALE E IMMIGRAZIONE ILLEGALE: LE MISURE URGENTI DEL GOVERNO

Protezione internazionale e immigrazione illegale | G11

Nella riunione del 10 febbraio 2017, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge avente ad oggetto disposizioni urgenti al fine di accelerare le procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale, nonché misure di sicurezza e di contrasto all’immigrazione illegale.

Presso numerosi tribunali dislocati su tutto il territorio nazionale, sono state istituite 14 sezioni specializzate con giudici dediti solo alla materia dell’immigrazione, della protezione internazionale e della libera circolazione dei cittadini appartenenti ad uno stato membro dell’UE. Nello specifico le sezioni specializzate si occuperanno di:

  • riconoscimento della protezione internazionale;
  • accertamento dello stato di apolidia;
  • diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare;
  • diniego del permesso di soggiorno per motivi familiari;
  • mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari;
  • mancato riconoscimento del diritto di soggiorno ai cittadini provenienti da uno stato membro dell’UE;
  • impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di un cittadino proveniente da uno stato membro dell’UE per motivi di sicurezza.

In materia di riconoscimento della protezione internazionale sono state introdotte numerose misure di semplificazione sia dinnanzi alle commissioni territoriali, sia nell’ambito dei procedimenti giudiziari.

I Comuni, d’intesa con i prefetti, si impegnano a promuovere qualsiasi iniziativa utile a favorire ai soggetti che richiedono protezione internazionale l’inserimento in progetti relativi allo svolgimento di lavori socialmente utili, volontari e gratuiti, favorendo, in questo modo, anche la loro integrazione all’interno della comunità ospitante.

È stata, dunque, snellita la procedura per il riconoscimento del diritto d’asilo anche in ambito processuale, infatti, in caso di mancata concessione del diritto d’asilo, lo straniero non potrà più ricorrere in Appello, ma solo in Cassazione.

In materia di sicurezza, tra i centri destinati alla prima accoglienza ne saranno individuati alcuni nei quali saranno avviate le procedure di identificazione e un primo screening sanitario. Nello specifico, in questi centri saranno effettuate le prime operazioni di fotosegnalamento e saranno anche rilevate le impronte digitali degli stranieri.

In una prospettiva di definitività dei provvedimenti di espulsione, il governo ha cercato di potenziare la rete dei centri di permanenza per il rimpatrio (si tratta dei centri di identificazione ed espulsione) con l’obiettivo di garantire una distribuzione omogenea degli stessi su tutto il territorio nazionale. Le nuove strutture saranno ubicate in zone facilmente raggiungibili nelle quali sono presenti strutture pubbliche che possono essere utilizzate a tale scopo.

Giuseppe Cassone


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

PROTEZIONE INTERNAZIONALE E IMMIGRAZIONE ILLEGALE: LE MISURE URGENTI DEL GOVERNO

Nella riunione del 10 febbraio 2017, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge avente ad oggetto disposizioni... leggi tutto

LA COMMISSIONE DEI REATI È OSTATIVA AL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 330 del 26 gennaio 2016, ha affermato che la condanna per... leggi tutto

PERMESSO DI SOGGIORNO ED EMERSIONE DAL LAVORO IRREGOLARE

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 287 del 24 gennaio 2017 ha chiarito che, nell’ipotesi in cui... leggi tutto

SEPARAZIONE DI FATTO: IL DIRITTO DI CITTADINANZA NON SI PERDE

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 969 del 17 gennaio 2017 ha chiarito che il diritto di... leggi tutto

LE NUOVE REGOLE PER I TRASFERIMENTI INTRA-SOCIETARI

L’11 gennaio 2017 sono entrate in vigore le nuove regole in materia di ingresso e di soggiorno di lavoratori... leggi tutto

INDENNITÀ DI FREQUENZA ANCHE AI TITOLARI DI PERMESSO DI SOGGIORNO

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27557 del 30 dicembre 2016, ha affermato che sussiste il diritto... leggi tutto

DECRETO MILLEPROROGHE: ANCORA VIETATA L’AUTOCERTIFICAZIONE AGLI STRANIERI

Il decreto legge n. 244/2016 (cd. decreto Milleproproghe), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2016, ha prorogato di... leggi tutto

REATO DI TRUFFA: LEGITTIMO IL DINIEGO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5014 del 28 novembre 2016, ha affermato che è legittimo il... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

LA COMMISSIONE DEI REATI È OSTATIVA AL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

I reati sono ostativi al rinnovo del permesso di soggiorno

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 330 del 26 gennaio 2016, ha affermato che la condanna per determinati reati del cittadino straniero può rappresentare una condizione ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, purché ci sia comunque un bilanciamento tra l’interesse a tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dello stato dai flussi migratori e quello di assicurare allo straniero i diritti che gli sono garantiti dalla Costituzione.

Nel caso di specie i giudici hanno respinto il ricorso presentato da un cittadino straniero a cui era stata respinta l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo e a cui era stato intimato l’allontanamento dal territorio nazionale a causa della sua pericolosità sociale, dal momento che lo stesso era stato condannato per il reato di rapina.

L’art. 5, comma 5, del Testo Unico sull’immigrazione (decreto legislativo n. 286/1998) prevede che nell’adottare il provvedimento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare o al familiare ricongiunto, si deve tener conto anche dell’effettività di tali vincoli familiari.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 202/2013 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del suddetto articolo nella parte in cui non viene annoverato tra i beneficiari anche colui che abbia legami familiari in Italia.

Nell’ambito di questa discrezionalità, il legislatore può anche prevedere casi in cui, in seguito alla commissione di reati particolarmente gravi e pericolosi per la sicurezza e l’ordine pubblico, l’amministrazione può anche revocare o rifiutare la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, senza che siano necessarie ulteriori considerazioni.

Pertanto, la condanna in sede penale subita dallo straniero in seguito alla commissione di determinati reati può rappresentare una condizione ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno.

Tuttavia, in simili situazioni, è comunque necessario verificare che la decisione relativa al diniego di rinnovo del permesso di soggiorno sia comunque rispettosa del bilanciamento tra diverse esigenze costituzionalmente protette, ovvero, da un lato, quella di garantire la sicurezza e l’ordine pubblico in relazione ai flussi migratori e, dall’altra, di salvaguardare i diritti dello straniero riconosciutigli dalla carta Costituzionale.

Giuseppe Cassone


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

PROTEZIONE INTERNAZIONALE E IMMIGRAZIONE ILLEGALE: LE MISURE URGENTI DEL GOVERNO

Nella riunione del 10 febbraio 2017, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge avente ad oggetto disposizioni... leggi tutto

LA COMMISSIONE DEI REATI È OSTATIVA AL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 330 del 26 gennaio 2016, ha affermato che la condanna per... leggi tutto

PERMESSO DI SOGGIORNO ED EMERSIONE DAL LAVORO IRREGOLARE

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 287 del 24 gennaio 2017 ha chiarito che, nell’ipotesi in cui... leggi tutto

SEPARAZIONE DI FATTO: IL DIRITTO DI CITTADINANZA NON SI PERDE

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 969 del 17 gennaio 2017 ha chiarito che il diritto di... leggi tutto

LE NUOVE REGOLE PER I TRASFERIMENTI INTRA-SOCIETARI

L’11 gennaio 2017 sono entrate in vigore le nuove regole in materia di ingresso e di soggiorno di lavoratori... leggi tutto

INDENNITÀ DI FREQUENZA ANCHE AI TITOLARI DI PERMESSO DI SOGGIORNO

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27557 del 30 dicembre 2016, ha affermato che sussiste il diritto... leggi tutto

DECRETO MILLEPROROGHE: ANCORA VIETATA L’AUTOCERTIFICAZIONE AGLI STRANIERI

Il decreto legge n. 244/2016 (cd. decreto Milleproproghe), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2016, ha prorogato di... leggi tutto

REATO DI TRUFFA: LEGITTIMO IL DINIEGO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5014 del 28 novembre 2016, ha affermato che è legittimo il... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice. La paura dell’ignoto e del futuro è naturale ma, d’altro canto, la dinamicità di un mercato in continuo movimento richiede che al timone siano presenti imprenditori sempre più flessibili e visionari. La consapevolezza del cambiamento è alle porte ed è importante pensare che, per ottenere risultati tangibili in termini di qualità e quantità della prestazione e dei servizi offerti, è necessario pensare in un modo diverso. È compito degli imprenditori accendere la miccia del processo di cambiamento al fine di migliorare la comunicazione e l’organizzazione del lavoro in termine di innovazione dei processi.

Da che parte iniziare a sgrovigliare la matassa ingarbugliata che abbiamo tra le mani?

La prima cosa da non fare è quella di ingarbugliare ancora di più la nostra matassa.

Non serve insistere su processi e procedure interne che non funzionano o che sono obsolete, così come non serve insistere ad immettere sul mercato prodotti o servizi che sono destinati a morire. Non è tutto. Un’altra cosa che non è funzionale per uscire da una situazione complessa, è quella di puntare il dito contro le risorse umane della nostra azienda dandogli degli inetti o di quelli che se ne fregano di tutto.

Bene, adesso che sappiamo quello che non dobbiamo fare, incominciamo a rimboccarci le maniche pensando che il cambiamento è nelle nostre mani.

Mettiamoci in discussione perché il futuro della nostra azienda e i risultati che otterremo, dipenderanno esclusivamente da noi. Non esistono persone inette o che se ne fregano di tutto. Esistono persone che seguiranno l’imprenditore che dimostrerà di essere un leader e di avere chiaro come raggiungere la meta.

Analizziamo quello che è stato fatto e misuriamo i risultati delle azioni svolte. Cosa ha dato dei frutti e cosa non ha funzionato. La valutazione non può e non deve essere soggettiva, ma una valutazione oggettiva rilevabile dai numeri e da dati certi e definiti.

In base all’obiettivo che vogliamo raggiungere, valutiamo se è il caso di riproporre le azioni svolte (modificando, se opportuno, parte delle modalità o dei contenuti) o se mettere in atto una nuova strategia. Prima della scelta sarà nostro compito capire l’andamento del mercato.

Analizzare e capire le tendenze è fondamentale per non buttare al vento tempo e denaro.

E dopo? Pensiamo,valutiamo e tracciamo una programmazione definita nei tempi e nelle azioni. Stabiliamo l’impatto che queste azioni avranno sull’ambiente che ci circonda, identifichiamo le persone chiave che dovranno accompagnarci in questo cammino, condividiamo i nostri progetti con la nostra squadra e portiamo avanti con determinazione le nostre idee. Non mancheranno momenti difficili. Le resistenze al cambiamento si faranno sentire, ma se crederemo in noi e nel nostro obiettivo, saremo pronti per diventare i nuovi imprenditori di domani.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Business Coach – HR Problem Solver


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

TIROCINI EXTRACURRICOLARI: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

I tirocini extracurricolarI sono un ottimo strumento per: accompagnare i giovani a scoprire il mondo del lavoro; riqualificare i... leggi tutto

RELAZIONI INTERPERSONALI: MATASSE INGARBUGLIATE

Le relazioni interpersonali che animano le aziende sono matasse ingarbugliate. In ambienti contaminati da una comunicazione malsana: le riunioni la richiesta di... leggi tutto

GESTIRE STRATEGICAMENTE LE RISORSE UMANE PER FARE LA DIFFERENZA

Oggi più che mai le aziende si rendono conto di quanto è importante gestire correttamente i rapporti interpersonali. Dietro aziende... leggi tutto

I FATTORI DI SUCCESSO DEL WELFARE AZIENDALE

In un contesto italiano di prolungata instabilità e crescente fragilità sociale, il welfare aziendale è diventato lo strumento ideale... leggi tutto

Contestazione disciplinare: come trasformare un problema in un’azione di miglioramento produttivo

  Spesso ci focalizziamo sui problemi che ogni giorno inondano le nostre aziende senza fermarci ad analizzare se, dietro a... leggi tutto

IL CAMBIAMENTO COME PUNTO DI PARTENZA DELL’IMPRENDITORE DI DOMANI

Abbandonare la propria zona di confort per approcciarsi ad un mercato che incalza verso l’innovazione, non è cosa semplice.... leggi tutto

GESTIAMO CORRETTAMENTE IL NOSTRO TEMPO PER PIANIFICARE COSE IMPORTANTI

Ognuno di noi ha a disposizione lo stesso tempo ma nello stesso tempo non tutti ottengono gli stessi risultati. Ciò... leggi tutto

ANALIZZIAMO I DATI PER SCEGLIERE LE STRATEGIE AZIENDALI

Tutte le aziende sono sommerse da dati, informazioni, report e statistiche. Poche però hanno la capacità di immagazzinare e veicolare... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.

PERMESSO DI SOGGIORNO ED EMERSIONE DAL LAVORO IRREGOLARE

Permesso di soggiorno e lavoro irregolare

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 287 del 24 gennaio 2017 ha chiarito che, nell’ipotesi in cui è comprovata l’effettiva sussistenza di un rapporto di lavoro, è illegittimo il diniego del permesso di soggiorno per attesa occupazione, qualora la procedura di emersione del lavoro irregolare non sia giunta a buon fine per un fatto addebitabile al datore di lavoro.

Nel caso di specie, i giudici di Palazzo Spada accolgono il ricorso presentato da un cittadino egiziano per il quale, ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo n. 109/2012, era stata presentata dal datore di lavoro una dichiarazione telematica di emersione dal lavoro irregolare subordinato accompagnato dal versamento della tassa iniziale di 1.000 euro, a cui però, successivamente, non era seguito il pagamento dei contributi, con conseguente rigetto della domanda.

Il lavoratore, a cui era stata contestata la tardività dell’impugnazione del diniego, a sua volta lamentava che, nonostante avesse contattato più volte il datore di lavoro, non aveva mai avuto alcuna risposta in merito alla procedura di emersione ed era venuto a conoscenza del provvedimento di reiezione della domanda solo in seguito ad una istanza di accesso agli atti del proprio difensore.

I giudici di Palazzo Spada chiariscono che la sentenza emessa dal TAR avrebbe dovuto tener conto che il lavoratore, non avendo una fissa dimora (la stessa raccomandata inviatagli era tornata indietro per compiuta giacenza) era venuto a conoscenza del diniego solo in seguito all’accesso agli atti, pertanto, era da considerarsi tempestivamente impugnato.

Inoltre, continuano i giudici, l’Amministrazione era comunque tenuta a rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione dal momento che la procedura di emersione dal lavoro irregolare non si era conclusa, tra l’altro per fatto imputabile al datore di lavoro (che dopo il pagamento della tassa iniziale, non aveva versato i contributi).

Pertanto, qualora dal comportamento avuto dal datore di lavoro nel corso della procedura di emersione non esistono dubbi circa la sussistenza di un effettivo rapporto di lavoro, l’Amministrazione è obbligata a rilasciare il permesso per attesa occupazione.

Giuseppe Cassone


Torna alla specializzazione.
Pagina del professionista.
Contattaci.


Ultimi Aggiornamenti

PROTEZIONE INTERNAZIONALE E IMMIGRAZIONE ILLEGALE: LE MISURE URGENTI DEL GOVERNO

Nella riunione del 10 febbraio 2017, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge avente ad oggetto disposizioni... leggi tutto

LA COMMISSIONE DEI REATI È OSTATIVA AL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 330 del 26 gennaio 2016, ha affermato che la condanna per... leggi tutto

PERMESSO DI SOGGIORNO ED EMERSIONE DAL LAVORO IRREGOLARE

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 287 del 24 gennaio 2017 ha chiarito che, nell’ipotesi in cui... leggi tutto

SEPARAZIONE DI FATTO: IL DIRITTO DI CITTADINANZA NON SI PERDE

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 969 del 17 gennaio 2017 ha chiarito che il diritto di... leggi tutto

LE NUOVE REGOLE PER I TRASFERIMENTI INTRA-SOCIETARI

L’11 gennaio 2017 sono entrate in vigore le nuove regole in materia di ingresso e di soggiorno di lavoratori... leggi tutto

INDENNITÀ DI FREQUENZA ANCHE AI TITOLARI DI PERMESSO DI SOGGIORNO

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27557 del 30 dicembre 2016, ha affermato che sussiste il diritto... leggi tutto

DECRETO MILLEPROROGHE: ANCORA VIETATA L’AUTOCERTIFICAZIONE AGLI STRANIERI

Il decreto legge n. 244/2016 (cd. decreto Milleproproghe), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2016, ha prorogato di... leggi tutto

REATO DI TRUFFA: LEGITTIMO IL DINIEGO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5014 del 28 novembre 2016, ha affermato che è legittimo il... leggi tutto


Richiedi informazioni

Lascia la tua email. Un nostro consulente vi contatterà immediatamente per individuare le soluzioni adatte alle vostre esigenze.